lunedì 31 gennaio 2011

Yamaha SR 400 2008

Una delle moto di maggior successo sul suolo giapponese è la Yamaha SR 400 che è anche una delle più longeve del panorama motociclistico internazionale. Questa monocilindrica infatti è in commercio da ben 30 anni e per il 2008 la Yamaha ha approntato una versione denominata "30th Anniversary", in tiraratura limitata, (di cui potete trovare le immagini in basso) per celebrare questo evento.
L'influenza e il successo di questa moto ha spinto le altre case giapponesi, in tempi diversi, a proporre delle rivali e la Kawasaki W 400 e la Honda CB 400 SS di cui vi ho già parlato, sono li a dimostrarlo. In quasi trent'anni di commercializzazione, la SR 400 si è costruita un'ottima reputazione basata principalmente sull'affidabilità del suo propusore raffreddato ad aria di 400 cc. Inoltre le sue linee molto semplici hanno invogliato i proprietari a modificarla e a personalizzarla in moltissimi modi ed è facile imbattersi in special basate sulla meccanica della SR. Le prestazioni e l'aspetto "amichevole" hanno avuto successo anche presso il pubblico femminile, più attento ad aspetti quali leggerezza e facilità di guida.

Sul sito giapponese della Yamaha, di non facile comprensione, sono presenti delle sezioni interamente dedicate alla SR e ai suoi 30 anni di vita, ulteriore segno di come questa moto sia considerata dalla Yamaha. Per il 2008 la moto è disponibile, oltre alla versione Anniversario, anche in tre colorazioni, tutte piuttosto sobrie.

Come ho già spiegato nel caso della Kawasaki W 400 e Honda CB 400 SS, queste moto potrebbero ricavarsi una loro nicchia di mercato, ormai molto diversificato e più maturo nel recepire proposte di questo tipo.

Francè


Yamaha SR 400 2008:







Yamaha SR 400 "30th Anniversary" 2008:





Foto: Yamaha Japan

Da Racing Cafè del 2/12/2008

venerdì 28 gennaio 2011

Kawasaki W400 2008

Nella categoria della moto classiche fino a 400 cc, la proposta Kawasaki per contrastare sul suolo giapponese la Honda CB 400 SS e la Yamaha SR 400, è denominata W 400. Questa moto non è nuova per noi, dato che è stata importata in Italia nella cilindrata di 650 cc dal 1999 al 2005 senza riscuotere un grande successo. In Giappone, attualmente, questa moto viene venduta in entrambe le cilindrate.

La versione di 400 cc, nel suo segmento di mercato, è la più sofisticata tecnicamente. Il propulsore, rispetto alle altre due avversarie già citate, è un bicilindrico parallelo con comando distribuzione a coppie coniche, manovellismo a 360°, 4 valvole per cilindro e alimentazione a carburatori, esattamente come la versione importata in Italia. Lo stile della moto è volutamente classico e ricorda per certi versi quello delle Triumph Bonneville degli anni '60 che tanto successo hanno riscosso in tutto il mondo.

I soffietti sugli steli della forcella, gli scarichi a bottiglia, il freno posteriore a tamburo, e il parafango anteriore in alluminio contribuiscono a rendere "vintage" questa bicilindrica che per il 2008 viene proposta in tre colorazioni, tutte abbastanza sobrie. L'anno scorso era presente in gamma, un verde metallizzato, a mio avviso davvero molto azzeccato (ultima foto sotto) che purtroppo quest'anno non è presente.

Come ho già detto prima, nella versione di 650 cc, questa moto non ha riscosso molto successo in Italia, sia per l'arrivo della Triumph Bonneville agli inizi del 2000, e sia perchè poco supportata dalla casa.
A mio avviso, incrementando di poco la cilindrata e proponendo diversi allestimenti (ad esempio cafè racer, scrambler e dirt track) la bicilindrica di Akashi potrebbe avere ben altro apprezzamento in un mercato ormai maturo per questo tipo di proposte.

Francè





Kawasaki W 400 2007:


Foto: Kawasaki Japan

Da Racing Cafè del 30/7/2008

mercoledì 26 gennaio 2011

Honda CB 400 SS 2008

Un'altra moto molto particolare, presente sul suolo giapponese e non importata da noi, è la Honda CB 400 SS, nata nel 2002.
Ad eccezione della Suzuki, tutti gli altri costruttori giapponesi hanno in listino una moto di 400 cc che rispecchia il filone "vintage", segno che questo tipo di proposte hanno una cerchia di estimatori in cerca di moto robuste, parsimoniose e soprattutto molto semplici nell'utilizzo. Inoltre l'alta possibilità di personalizzazione di queste moto rende questo tipo di prodotti ancora più appetibili dato il prezzo d'acquisto più contenuto rispetto alle naked dalla linea più moderna, e sempre di 400 cc, presenti nei listini delle case.
Dirette concorrenti della Honda sono la Kawasaki W 400, esteticamente identica alla versione di 650 cc non più importata in Italia, e la Yamaha SR 400, autentica icona in questo particolare segmento di mercato. La Kawasaki è l'unica bicilindrica del gruppo.

La Honda CB 400 SS, nonostante la sigla sia simile alla bellissima quadricilindrica che fece furore nei primi anni '70, non ha nulla a che vedere con la sua antenata quasi omonima. Il motore è un monocilindrico monoalbero a quattro tempi di 397 cc, cinque marce, raffreddato ad aria, con quattro valvole per cilindro. La potenza del motore è di circa 29 hp (21.2 KW) a 7000 giri/min, mentre la coppia massima è di 31 Nm a 5500 giri/min. I freni sono misti: all'anteriore c'è un freno a disco, mentre al posteriore un'unità a tamburo. Il peso della moto è di 139 kg a secco. La moto è disponibile in bianco, in due varianti bicolore e in una edizione speciale con livrea dedicata, sella bicolore, e logo sul serbatoio leggermente differente.

In passato la Suzuki Italia per il mercato italiano importò la TU 250 X, monocilindrica dal sapore vintage che non ebbe molto successo. Con una cilindrata leggermente più alta e con un mercato ormai molto diversificato, questo genere di proposte potrebbero avere successo, secondo voi, se venissero importate?

Francè







Honda CB 400 SS Special Edition:




Foto: Honda Japan

Da Racing Cafè del 28/5/2008

lunedì 24 gennaio 2011

Yamaha XJR 400 R 2008

Anche la Yamaha, come Kawasaki, Honda e Suzuki, ha nella sua gamma dedicata al mercato giapponese, una naked di cilindrata 400. La Yamaha XJR è un modello che, nella cilindrata 1300, conosciamo già, ma in Giappone questo modello ha avuto e ha tuttora una carriera commerciale di tutto rispetto. Credo, a giudicare dalla quantità dei modelli presenti, che il settore naked sia il segmento che garantisce il maggior numero di vendite sul suolo giapponese, e a sostegno della mia tesi, c'è anche il tentativo qualche anno fa da parte della Ducati, di esportare in Giappone la Monster nella versione 400 (peraltro venduta in pochi esemplari anche in Italia).

La XJR è dotata di un quattro cilindri in linea frontemarcia, alimentato a carburatori. Anteriormente ci sono due freni a disco stretti da pinze Sumitomo e i doppi ammortizzatori sono marchiati Ohlins. La linea della moto è molto pulita e filante e, cosi come per la Kawasaki, anche questa moto si rifà alle maxi-naked giapponesi tanto in voga negli anni '70. A giudicare dalla presenza costante di questa moto nel catalogo giapponese della Yamaha, ritengo che abbia anche un buon successo tra i motociclisti giapponesi.
Nelle foto la potete osservare nei colori 2008...conoscendo la bravura che ha la Yamaha nel definire le grafiche delle sue moto, mi aspettavo livree che accentuassero il carattere da muscle-bike, ma evidentemente hanno preferito utilizzare colori più sobri.

Francè






Foto: Yamaha Japan

Da Racing Cafè del 9/4/2008

venerdì 21 gennaio 2011

Kawasaki ZRX 400 2008

Un'altra moto abbastanza famosa in Giappone è la Kawasaki ZRX 400 che è sostanzialmente la "sorella minore" del modello "R" di 1200 cc, che è stato venduto anche da noi, e di cui è cessata l'importazione nel 2007 sia per problemi di omologazione alle normative Euro 3 che per i numeri di vendita ridotti. Anche la versione 400, come la 1200, è dotata di un propulsore quattro cilindri frontemarcia. Voglio farvi notare la mitica colorazione "lime green" Kawasaki e i quattro mitici carburatori.
Ricordo che la ZRX-R (solo ZRX in Giappone per la cilindrata 400) nasce come "tributo" alla mitica KZ 1000 con cui il pilota americano Eddie Lawson cominciò la sua carriera agonistica.

Tecnicamente la ZRX è dotata di una forcella tradizionale, doppio freno a disco anteriore Tokico e doppio ammortizzatore posteriore marchiato Kayaba. Molto bello anche il faro quadrato con il piccolo cupolino che sono diventati un marchio di fabbrica di questa moto che penso sia molto divertente su vari percorsi e nello stesso tempo è in grado di farsi notare quando è sul cavalletto.

Francè

PS: ma l'inquinamento delle due ruote è un problema relativo solo al Vecchio Continente?


Kawasaki ZRX 400 2008:




Foto: Kawasaki Japan

Da Racing Cafè del  20/3/2008

mercoledì 19 gennaio 2011

Yamaha RZ 50 2008

Le moto di cilindrata molto piccola non hanno mai provocato in me un'emozione particolare. Però ci sono delle eccezioni. Questa Yamaha RZ 50 che viene venduta nel solo Giappone è una di queste. Non so chi abbia disegnato questa moto ma penso che si sia ispirato alle varie Aspes Yuma e Morini Corsarino ZZ, che hanno fatto stragi di cuori negli anni '70.

Il lungo serbatoio è un elemento troppo bello per non essere citato cosi come il piccolo codino monoposto. Da quello che posso notare il motore è un monocilindrico raffreddato a liquido due tempi e i freni sono misti: all'anteriore c'è un freno a disco e dietro un tamburo.
Le uniche modifiche che farei a questa piccola "zanzara" sono i semimanubri e la colorazione Yamaha-Usa giallo-nera della TZ di Kenny Roberts che correva negli anni 70.
Se magari poi la Yamaha reinserisse il 4 cilindri a V a 2 tempi della mitica RD 500 del 1984...

Francè


Yamaha RZ 50 2008:






Foto: Yamaha Japan

Da Racing Cafè del 4/3/2008

lunedì 17 gennaio 2011

Honda CB 400 Super Four - Super Bol d'Or 2008

La Honda CB 400 è presente sul mercato giapponese da molti anni e può essere considerata un vero e proprio simbolo della casa di Tokio. Questa quattro cilindri a sedici valvole è stata la prima moto su cui la Honda ha introdotto la fasatura variabile denominata V-Tec, sperimentata con successo nel mondo automobilistico, e poi introdotta anche sulla VFR 800 nel 2002. 
La fasatura variabile consente un funzionamento del motore a bassi regimi con 2 sole valvole per cilindro. All'aumentare del numero di giri, dopo una determinata soglia, entrano in funzione anche le altre 2 valvole attraverso un circuito dell'olio, consentendo al motore un risparmio di energia e dotandolo di un doppio "carattere". Infatti, l'Hyper V-TEC Revo (questa la sigla completa del sistema presente sulla CB) consente di abbinare due qualità apparentemente in antitesi tra loro: dolcezza di erogazione e "cattiveria" agli alti regimi. 
Nelle ultime 2 foto potete notare lo schema di funzionamento di questo sistema. Se seguite il link, invece, troverete l'animazione molto efficace per la comprensione. L'alimentazione è ad iniezione elettronica PGM-FI e le moto possono essere vendute con o senza ABS. 
Sul sito è possibile anche configurare le colorazioni della moto, potendo variare il colore del serbatoio e dei cerchi. Sia lo stile della naked che quello della carenata (Super Bol d'Or) è molto classico e semplice...devo dire però che le colorazioni molto azzeccate donano alle moto una notevole dose di grinta.

Francè


Honda CB 400 Super Four :





Honda CB 400 Super Bol d'Or :




Funzionamento del V-TEC:

Valvola chiusa (funzionamento con 2 valvole per cilindro):




Valvola aperta (funzionamento con 4 valvole per cilindro):



Foto: Honda Japan e Special

Da Racing Cafè del 17/2/2008

venerdì 14 gennaio 2011

Yamaha SRX 600 by JB-Power

Oggi vi mostro una bella special basata sulla seconda serie della Yamaha SRX 600, monocilindrica stradale di fine anni '80 che, nella sua prima versione a doppio ammortizzatore posteriore, ha avuto ben poca fortuna sul mercato italiano.
Questa SRX "monoammortizzatore", che venne commercializzata a partire dal 1990 nel solo Giappone, l'ho scovata sul portale nipponico BikeBros ed è stata realizzata dalla JB-Power.

Le cure che hanno visto protagonista questa Yamaha sono state rivolte alla ciclistica e al motore, monocilindrico a quattro tempi raffreddato ad aria. Dalle immagini è possibile scorgere nuovi cerchi a 7 razze Magtan, la nuova pinza radiale con relativo attacco montato sulla forcella originale, il monoammortizzatore Ohlins, il nuovo carburatore Keihin FCR e il nuovo scarico con terminale tondo. Molto bella la nuova livrea gialla che dona alla moto un look molto sbarazzino e la linea, non stravolta ad eccezione di qualche particolare cromato, è secondo me ancora molto attuale.

Sono sicuro che una riedizione di questa bella monocilindrica, possa avere un buon successo supportato soprattutto dalla richiesta attuale di moto facili ed economiche.

Bella!

Francè










Foto: Bikebros.co.jp

mercoledì 12 gennaio 2011

Yamaha XS 650 Special by Auto Magic

L'atelier giapponese Auto Magic, del quale in passato vi ho mostrato alcune realizzazioni, continua a sorprendermi con delle meravigliose special!
A differenza delle preparazioni mostrate precedentemente, che consistevano sostanzialmente in un upgrade tecnico di pietre miliari del motociclismo, la moto che vi illustro oggi sembra (il condizionale è d'obbligo data l'impossibilità di capirci qualcosa sul sito in giapponese...) costruita ex-novo.

La base di partenza è una Yamaha XS 650, bicilindrica degli anni '70 che ha sancito l'ingresso della casa di Iwata nel settore delle moto a quattro tempi.
La twin nipponica è stata trasformata in una gradevolissima "city-dirt track" dalle forme squadrate e dal look moderno. Oltre alle contenute dimensioni della moto, mi piace moltissimo il doppio scarico sdoppiato sul lato destro, con terminali in carbonio. Il piccolo cupolino squadrato non lo considero propriamente un'opera d'arte...cosi come gli specchietti retrovisori.
Volevo farvi notare alcuni particolari come i "funghi" dei filtri aria che fuoriescono dai lati della moto, il bellissimo forcellone con capriata di rinforzo inferiore, il singolo ammortizzatore posteriore, la forcella a steli rovesciati, i cerchi a raggi e il singolo freno a disco anteriore con pinza a sei pistoncini. Molto azzeccata la sobria colorazione e il vecchio logo Yamaha sul serbatoio.

Complimenti!

Francè










Foto: Auto Magic

Da Racing Cafè del 10/11/2009
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