sabato 25 dicembre 2010

KTM RC8 "Ultimate" by Steve Motorcycle Supply

Considero la Ktm RC8 la sportiva di grande serie più originale presente sul mercato e mi dispiace che i motociclisti italiani non abbiano apprezzato le sue linee spigolose disegnate dal noto designer Kiska. Il prezzo elevato, giustificato in parte dall'ottima componentistica, ma soprattutto dall'avere come diretta rivale la bellissima Ducati 1198 - riferimento assoluto tra le twin ad alte prestazioni - sono elementi che indiscutibilmente hanno inficiato sul negativo andamento delle vendite di questa gran bella moto.

Con molto piacere vi presento una versione "Ultimate" della bicilindrica austriaca, scovata in Giappone dal concessionario Steve Motorcycle Supply.
Questa RC8 è davvero molto particolare se la si osserva con un occhio attento ai dettagli. Il look è rimasto invariato e ad un'occhiata fugace l'unico elemento che risalta immediatamente è la splendida colorazione arancio fluo, decisamente più appropriata all'indole racing della moto, rispetto alle livree di serie proposte dalla Ktm.

Ad uno sguardo più attento emergono parti strutturali che gli appassionati del leggerissimo carbonio non potranno non ammirare. Con questo prezioso materiale infatti è stato realizzato un procedimento "di copertura", denominato Protec, che ha coinvolto il telaio, i cerchi, il forcellone, le carene (con il logo RC8 ricavato sotto vernice) e anche i bellissimi piedini forcella!
Il lavoro eseguito è a dir poco meraviglioso ed è stato realizzato dalla Carbon Dry Japan, nome presente anche sulle carene di questa RC8 "Ultimate".

Il sito completamente in giapponese purtroppo non mi permette di entrare nei dettagli, ma devo ammettere che questa bicilindrica non è mai stata cosi attraente come ora!

Splendida!

Francè























Foto: Steve Motorcycle Supply e Carbon Dry Japan

Da Racing Cafè del  28/4/2010

giovedì 23 dicembre 2010

Kawasaki KZ 400 FX Special by Auto Magic

E' possibile realizzare una fantastica special partendo da una Kawasaki KZ 400 FX di fine anni '70? La risposta è si se gli abili esecutori sono i ragazzi dell'atelier giapponese Auto Magic.

Dal punto di vista del look la piccola quattro cilindri di Akashi, tecnicamente stravolta rispetto al modello di serie (presente nell'ultima foto in basso), conserva ancora le principali sovrastrutture della versione originale.

Sul cavalletto laterale l'occhio cade immediatamente sullo splendido forcellone monobraccio di provenienza Honda RC45, installato nel piccolo telaio a doppia culla. Questa modifica, che ha donato molto "slancio" e modernità, ha consentito l'installazione di un pneumatico da 17 pollici e ben 200 mm!
L'ammortizzatore posteriore è della svedese Ohlins, cosi come l'ammortizzatore che sbuca dal lato destro della moto. All'anteriore spicca una nuova forcella, a steli rovesciati, abbinata ad un doppio freno a disco (azionato da pompa radiale Nissin). Ruota da 17 pollici anche all'anteriore e nuovo manubrio, dotato di moderni blocchetti elettrici e del comando idraulico della frizione.

Il quattro cilindri raffreddato ad aria a due valvole per cilindro ha ricevuto una nuova batteria di carburatori e uno scarico completo che termina sul lato sinistro, soluzione adottata per non "sporcare" la bellissima visuale data dal cerchione posteriore "libero", anch'esso di provenienza Honda RC45. Purtroppo non sono in grado di capire dal sito in giapponese le altre "cure" che il propulsore di questa piccola nuda ha ricevuto.

A parte la colorazione e qualche piccolo dettaglio estetico questa piccola Kawasaki 400 la considero una delle più belle realizzazioni viste al Cafè!

Francè













Foto: Auto Magic e motorcyclespecs

Da Racing Cafè del 25/10/2010

mercoledì 22 dicembre 2010

Kawasaki Z 1000 R Special #2

Le specials su base Kawasaki Z preparate dai più svariati tuners giapponesi sono davvero molte e l'ennesima realizzazione che vi mostro oggi l'ho scovata per caso sul portale nipponico BikeBros.

Questa Z 1000 R è stata allestita con componenti di altissima qualità. Mi hanno colpito il forcellone in alluminio con capriata di rinforzo inferiore (che ha comportato la sostituzione degli pneumatici originali con altri di diverse dimensioni), i nuovi cerchi a razze, lo splendido impianto di scarico con relativo terminale simile a quello della Yamaha M1 Motogp, le sospensioni Ohlins, le pinze Brembo accoppiate a dischi Braking wave ed i nuovi carburatori Keihin che risaltano minacciosi dalla parte inferiore del serbatoio.

Purtroppo le informazioni su questa Kawa sono in giapponese ma è plausibile pensare che i preparatori di questa muscle-naked siano intervenuti anche per incrementare, attraverso la sostituzione di componenti interne, la potenza e la coppia del quattro in linea.
Secondo me le uniche "note stonate" risiedono nella colorazione, davvero troppo appariscente, e nella "vasca" in carbonio che appesantisce non poco la vista laterale della moto.

Bella!

Francè









Foto: Bikebros.co.jp

Da Racing Cafè del 9/7/2010

martedì 21 dicembre 2010

Kawasaki Z1 RCM-124 by Sanctuary Tokyo West

La splendida Kawasaki Z1 900 che vi mostro oggi è stata realizzata da un altro atelier nipponico che fino ad ora non avevo mai menzionato e che va ad aggiungersi ai già noti, per i frequentatori di questo blog, Advantage e Auto Magic.
La ricetta che accomuna questa special alle altre realizzazioni già viste al Cafè è ormai consolidata: prendete una splendida maxi nipponica degli anni '70-'80 ed oltre a leggere modifiche estetiche, miscelate il tutto con una prestigiosa e raffinata componentistica moderna.
Il risultato è sotto i vostri occhi: questa Z1 900 non sembra assolutamente nata 40 anni fa!

Le modifiche che questi tuner giapponesi hanno effettuato su questa Kawasaki sono molteplici. Oltre alla nuova posizione di guida, spicca lo splendido andamento dei collettori "ad arco" che termina con uno scarico tondo in "Motogp style", i cerchi ITX di produzione nostrana e altri preziosi elementi italiani quali dischi freno Braking "wave" morsi da pinze freno Brembo.

Anche il retrotreno ha subito modifiche di un certo rilievo con l'adozione di due doppi ammortizzatori posteriori Ohlins e con l'installazione di un nuovo forcellone, verniciato di nero, che ospita una gomma posteriore di dimensioni decisamente più generose rispetto alla moto di serie.
Degni di nota anche elementi "secondari" quali le pedane verniciate di nero, gli indicatori di direzione "old look" ma decisamente azzeccati nelle linee da maxi anni '70 della moto, e la colorazione anodizzata del gruppo catena-corona-pignone.

Il propulsore, oltre all'adozione del nuovo impianto di scarico e di una nuova batteria di carburatori, ha una chicca che mi ha colpito davvero moltissimo: la colorazione della guarnizione della testata di colore rosso!

Davvero senza parole!

Francè











Foto: Sanctuary Tokyo West

Da Racing Cafè del 27/1/2010

lunedì 20 dicembre 2010

Kawasaki Z 1000 R Special #1

Le molteplici specials su base Kawasaki Z che ho scovato un pò di tempo fa sul portale giapponese Bikebros.co.jp sono, a mio avviso, davvero degne di nota e mi sono ripromesso, nel momento in cui le ho trovate, che avrei condiviso con voi questi autentici "gioielli".
Anche in questo caso, purtroppo, le informazioni e le immagini della moto sono davvero scarse.

La base di partenza di questa realizzazione è la Kawasaki Z 1000 R dei primi anni '80 sapientemente modificata e resa attuale con pochi ritocchi estetici e sostanziali interventi tecnici. Il look tipico delle maxi anni '70 è rimasto intatto e il carattere da muscle-bike è stato esaltato dal possente retrotreno e dallo splendido terminale nero a megafono, prodotto dall'americana Kerker. Oltre alle nuove misure di pneumatici, la moto è stata resa più "equilibrata" nelle proporzioni anche con l'adozione del nuovo manubrio.

Dal punto di vista tecnico sono stati effettuati molti interventi che spaziano dal nuovo forcellone prodotto dal noto atelier nipponico OVER, alla nuova forcella a steli tradizionali su cui sono installate pinze Sumitomo di provenienza Yamaha. Decisamente splendidi i nuovi cerchi a razze prodotti dalla Galespeed. Anche il motore ha subito modifiche di un certo rilievo: oltre all'adozione del nuovo scarico e di nuovi carburatori Keihin, la cilindrata del quattro cilindri in linea di Akashi, originariamente di un litro, è stata innalzata a 1105 cc.

Semplicemente meravigliosa!

Francè






Foto: Bikebros.co.jp

Da Racing Cafè del 18/12/2009
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